mercoledì 20 febbraio 2008

Che fantastica storia é la vita.

Nel 1959 Silvia aveva il mal di testa e prendeva il Contergan, 45 anni dopo Mario, suo figlio, si ritrovava solo e schifiato dalle femmine. Sarebbe anche stato un beddu picciotto ma al posto delle braccia aveva solo due ditina lunghe lunghe e anche una gamba era messa male. Persino alle pulle faceva impressione e quindi aumentavano il prezzo delle loro prestazioni sperando di dissuaderlo. Dovete sapere che ogni giorno da Villa Bonanno passava una ragazza bellissima dallo sguardo triste e che il nostro eroe se ne innamoró perdutamente. Cercó in tutti i modi di farsi notare da lei, ma non c'era verso, cosí parló con suo cognato Lino. Gli promise 1000 euro se gli avesse portato a casa la fanciulla con qualsiasi mezzo, e lui, che aveva perso il lavoro da poco ed era sprofondato in un turpe alcolismo non se lo fece ripetere due volte. Mario stava dormendo quella mattina quando il cognato bussó alla porta. La ragazza era imbavagliata e le percosse le avevano causato ematomi in tutto il corpo. Accura che é bestia. Gli consiglió il parente acquisito. Mettici queste. Una volta ammanettata la ragazza scalciava e piangeva disperata. Sei mia. Disse solennemente lo storpio e prese ad accarezzarla con uno di quegli osceni tentacoli che si trovava incollati alle spalle. Sono passati 3 anni da quel giorno. La ragazza, Ada, passa l'aspirapolvere veloce, fa il caffé, porta la colazione a letto a Mario, lo bacia. Bedda. La chiama lui. Ormai si é abituata alle catene e la casa in fondo le piace, dalla finestra si vede anche la cattedrale. Come ogni giorno Rino la legherá e le metterá la maschera sul viso. Poi la colpirá forte coi suoi monconi. Lei ha imparato ad amare tutto questo. Lo vuole. Ti amo Mario. Dice. Devi chiamarmi padrone. Risponde colpendola sul fianco. Sa che le piace.

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