lunedì 18 agosto 2008

Il racconto dello scialacquatore.

Ho vissuto buona parte della vita da scialacquatore. Non sono vecchio, ma in pochi anni mi sono sparato tutta l'ereditá della zia Licia. La proprietaria dell'Hotel Principe e di Villa Igiea. In realtá ho sperperato un partimonio in minchiate. Qualche cattivo investimento e molti regali. Visto che ero brutto come una scimmia mi sono anche fatto rifare nuovo dal chirurgo platico. Liposuzione, una grattatina agli zigomi da pellerossa, la seria riduzione della proboscide e in ultimo un allungamento del pene (che in realtá mi ha provocato piú problemi che gioie). Cambiai amicizie dopo l'ereditá. Iniziai a frequentare donne bellissime, ricchi parvenu russi, qualche aristocratico decadente, annoiati rampolli di buone famiglie, politici rampanti e alti prelati. Tutti inevitabilmente tristi e cocainomani. Mi restava poco del patrimonio ereditato e giá iniziavo a nutrire serie preoccupazioni per il mio futuro da scialacquatore quando all'improvviso Graziano mi disse che avremmo dovuto organizzarci per fare fronte agli eventi. Ed eccomi nel direttivo. Non che facessi molto altro a parte organizzare feste, ma ero importante all'organizzazione. Mi portarono Tina dopo un privé, ancora intontita dall'alcol e dalle droghe. La ripulii tutta, le diedi un letto nella stanza che chiamiamo l'harem (lo so é un nome orribile, adesso me ne vergogno) e mi presi cura di lei. Era diversa dalle altre, sempre nel suo mondo, sempre con la testa tra le nuvole. Non c'entro niente con la sua morte, anzi, per essere sincero non sapevo nemmeno che fosse morta. Mi dispiace e le faccio le mie condoglianze. Adesso peró non ci pensi piú. Dobbiamo risanare l'economia per potere risollevarci. Ci vuole ottimismo. Non sarebbe capace vero? Di utilizzare quella pistola, dico...

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